Depravazione totale sulla scena mondiale

La depravazione totale non è un’idea astratta: si vede nella storia, nella Scrittura e nei processi di oggi. In questo articolo Chris Hendrix mostra perché, senza di essa, la giustizia si svuota e il male viene chiamato bene.

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Chris Hendrix

10/9/20265 min read

La depravazione totale è la convinzione che ogni parte di una persona sia contaminata dal peccato. I nostri desideri, pensieri, motivazioni, volontà, emozioni e azioni sono tutti inclini al peccato. La nostra natura intrinseca è peccaminosa. Non c’è bene in noi. Non c’è luce dentro di noi da cui potremmo attingere per giungere a una condizione di giustizia. Non c’è giustizia in noi. Ora, la depravazione totale non significa che ogni persona sia tanto malvagia quanto potrebbe esserlo. Vediamo certi periodi della storia in cui il male dilaga e le masse sostengono tali azioni malvagie. Il risultato è di milioni di morti e di crescente sofferenza, con i malfattori che ne escono vincitori, almeno per un breve tempo.

Alcuni di questi periodi della storia sono indicati nella Scrittura. Ebrei 11:23 guarda indietro a un tempo in cui il Faraone agì da misandro[1] e xenofobo. Il risultato del suo odio fu un editto di uccidere e massacrare ogni bambino maschio ebreo, appena uscito dal grembo. Questo comando atroce mirava persino a mettere ebreo contro ebreo, ma le levatrici ebree disobbedirono: mentirono giustamente al Faraone e ricevettero una benedizione da Dio.

La depravazione del Faraone

Ora, la depravazione totale si vede qui. Il Faraone sarebbe potuto essere un mostro ancor più spietato, massacrando tutti i bambini ebrei. Avrebbe potuto mandare il suo esercito a uccidere ogni israelita. Non fece queste cose, ma l’evidenza della depravazione totale era comunque palese. Il fatto che lui desiderasse massacrare dei bambini dimostra lo stato del cuore umano e sappiamo che l’unica ragione per cui non andò oltre, verso il genocidio, fu la mano di Dio che lo trattenne (Giobbe 5:12; Salmo 33:10; Proverbi 19:21).

Se si valutasse il Faraone dal punto di vista dei sostenitori dell’umanesimo secolare, questi ultimi direbbero che le persone hanno del bene in sé stesse. C’è una luce e loro vogliono davvero vivere a partire da quella luce. Quando non lo fanno, è a causa della loro educazione, delle circostanze esterne, dell’ambiente e di altri fattori. Le persone non sono totalmente oscurate e una parte di loro può camminare da sola verso la luce.

Da questa angolazione, una persona coerente nel merito dovrebbe dire che il Faraone era un peccatore, ma aveva in sé una luce parzialmente buona. Non era davvero colpa sua se voleva morti i bambini ebrei. In realtà, la colpa era degli ebrei per essersi riprodotti così rapidamente e per essere una minaccia per la nazione. Ciò che il Faraone stava attraversando era comprensibile, data la sua paura per la nazione in crescita. Sì, ciò che il Faraone fece era sbagliato, ma comprendiamo perché lo fece e, se fosse qui con noi, dovremmo aiutarlo ad attingere alla sua luce interiore per diventare migliore, essendo con lui comprensivi per aiutarlo a ristabilirsi.

Un esempio moderno

Ora, questo suona assurdo, ma abbiamo questa linea di pensiero proprio davanti ai nostri occhi nella comunicazione e nell’informazione. Il processo di Lindsay Clancy ha rivelato molto sul fallimento dell’umanesimo secolare. Lei si è dichiarata non colpevole per aver ucciso i suoi tre figli, di età compresa tra i 5 anni e gli 8 mesi. Ora, tutte le prove indicano che lei ha fisicamente commesso il crimine. Di fatto, la sua difesa non ha contestato che lei l’abbia fatto fisicamente. Non si può negare che l’abbia fatto. Le argomentazioni si concentrano sul fatto che lei non sia colpevole a causa di una mancanza di responsabilità penale, basandosi sull’assunto che lei lottava con una malattia mentale e con la depressione post partum che l’hanno indotta a uccidere i bambini.

La situazione moderna

Come giunge una società a dire che qualcuno non è colpevole di un crimine che ha compiuto fisicamente? Molti errori si sono accumulati per strati, come la ridefinizione della vera giustizia e del sistema giudiziario. La nostra società si è allontanata da ciò che è la vera giustizia secondo i criteri di Dio e l’ha ridefinita secondo teorie umanistiche. Questo non ha realmente aiutato la fioritura dell’umanità, ma l’ha impedita. Un altro strato dannoso è il femminismo, che ha elevato le donne a una posizione idolatrica. I loro peccati non sarebbero gravi quanto i peccati degli uomini. Di fatto, esse hanno in sé stesse una bontà intrinsecamente maggiore di quella degli uomini, così quando fanno qualcosa di sbagliato, può essere più facilmente perdonabile. Dopotutto, sono state più oppresse degli uomini, quindi portano un peso sociale maggiore. Pertanto la società dovrebbe essere più indulgente con loro e con le loro malefatte. Secondo una visione del mondo biblica, tutto ciò si chiama parzialità iniqua ed è peccato.

Vediamo altri strati sovrapporsi, come il fallimento della psicologia, la perdita della comprensione corretta della famiglia, l’individualismo idolatrico e persino l’aborto. Quando si permette a una società di uccidere liberamente i bambini nel grembo a causa della «sofferenza» emotiva di una donna, il passo logico successivo è permetterlo fuori dal grembo a causa della «sofferenza» emotiva di una donna.

Tuttavia, tali strati poggiano sull’idea che l’umanità abbia del bene in sé stessa. La verità della depravazione totale è abbandonata e Lindsay Clancy non è davvero malvagia. Lei era fuorviata, gravata da pressioni, in quel momento era fuori di senno e le sue azioni vanno scusate. Non aveva altra scelta e ha prodotto il massacro degli stessi bambini che era chiamata a nutrire e proteggere. Questo è il risultato dell’umanesimo secolare: il bene è chiamato male e il male è chiamato bene. Qui ogni logica è gettata via, la colpa è annullata arbitrariamente e la natura umana è capovolta e celebrata.

La depravazione totale conduce alla giustizia totale

Quando si comprende il dato biblico della depravazione totale, la giustizia è davvero corretta. No, Lindsay Clancy è colpevole e lo è sulla base del fatto che è stata lei a strangolare i suoi figli. Le sue mani sono cosparse di sangue. Ha preso lei tale decisione. Una decisione sorta dal male nel suo cuore. Un male lasciato senza controllo che l’ha spinta ad agire. Lei ha fatto ciò che intendeva fare. Molte persone sopportano circostanze esterne o grandi pesi, ma non commettono omicidio per tali ragioni. Non si ottiene un lasciapassare a causa delle proprie lotte emotive. L’azione criminale di Lindsay ha mostrato le sue reali intenzioni.

In effetti, una tale linea di argomentazione secolarista non si accetta in altri ambiti. Se uno stupratore ha soltanto un forte impulso a stuprare una donna e non ha controllo su di esso, non diciamo allo stupratore: «Comprendiamo il tuo peso e possiamo scusare la tua azione. Dovevi semplicemente farlo a causa della sensazione incontrollabile». Non guardiamo il Faraone e diciamo: «beh, dovevi semplicemente emanare quell’editto a causa della tua paura radicata». Forse la diagnosi della psicologia sarebbe quella di una fobia. Si mette un nome sulle emozioni e poi possiamo assolvere ogni azione. NO!

Il Faraone meritava una pena di morte rapida. Lo stupratore merita una pena di morte rapida. Lindsay Clancy merita una pena di morte rapida. Il sangue dei suoi figli grida dalla terra perché sia fatta giustizia. Possa Dio concedere giustizia per le loro brevi vite troncate dalla mano dell’unica persona che doveva proteggerle dal male. Possa lei pentirsi del suo peccato e riconoscere la persona depravata e malvagia che è. Possa voltarsi e chiedere che il sangue di Cristo copra i suoi peccati e possa, infine, dichiararsi colpevole ed essere disposta ad affrontare la morte per il suo crimine. Altrimenti, possa il Giudice di tutta la terra eseguire la giustizia compiutamente.

Note:

  1. Persona che nutre odio e avversione per il sesso maschile.

Link all'articolo originale in inglese

Traduzione a cura di Arcadio Pisano

Scritto da Chris Hendrix | Chris è nato a Houston e ha creduto in Cristo a otto anni. Ha studiato teologia a Houston, al Southwestern Baptist Theological Seminary e al Puritan Reformed Theological Seminary. È sposato con Kristan; ha otto figli. Serve a tempo pieno come pastore presso Vicenza Baptist Church.

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